Campi News - N.7 Aprile 2020

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Campi d’Arte resiste e si reinventa, “TUTTI INSIEME”!

Prendendo in prestito una delle metafore utilizzate nei giorni scorsi da Papa Francesco, l’umanità intera è su una barca in mezzo a una terribile tempesta, che speriamo cessi quanto prima. Su questa barca ci siamo tutti, nessuno si può sentire escluso e nessuno si può salvare da solo, ci si salva tutti insieme. Sembra essere proprio questo lo spirito della barca “Campi d’Arte” in questa fase; infatti, al netto di situazioni sicuramente più difficili e drammatiche, la Cooperativa Sociale Campi d’Arte sta reagendo a questo contesto emergenziale cercando di tutelare, per quello che è possibile, in termini legislativi, le attività lavorative a sostegno dei soggetti più deboli.
Le attività nel Laboratorio Protetto Manodopera sono sospese, proseguono però i contatti con le persone con disabilità che lo frequentano e prosegue anche l’impegno quotidiano di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Cooperativa. Ovviamente sotto una nuova forma - e in diversi casi reinventandosi - le attività continuano.
“Tutelare il lavoro e il personale” sono presto diventate le parole d’ordine della Cooperativa e sono state trasversalmente condivise in primo luogo da parte di chi sta al “timone della barca”. Attraverso uno sforzo notevole che ha coinvolto tutte le strutture e le aree della cooperativa – e che ha visto la collaborazione e la disponibilità di tutti i soci e di tutto il personale – queste parole si sono concretizzate nella realtà. Gli sforzi sono stati notevoli: sia per dotare tutti degli strumenti e delle piattaforme necessarie per comunicare a distanza, sia per far quadrare i conti, ma anche per inventarsi nuove forme di relazioni e interazioni educative.
Dunque, per utilizzare anche una metafora molto cara a Campi d’Arte, la rappresentazione teatrale continua, con un impegno straordinario degli attori, dei registi, di chi sta dietro le quinte, dei tecnici e ovviamente degli spettatori. Sperando che, quanto prima, possiamo tornare ad abbracciarci (tutte e tutti) e a vederci magari proprio a teatro o in uno dei tanti nostri laboratori o mercatini, utilizzando i collegamenti virtuali e tecnologici come aiuti e opportunità importanti, ma non necessari.

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