Campi News - N.2 Giugno 2017

 

Calcio, solidarietà e divertimento

Intervista ad Adam Masina

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Adam Masina è un calciatore, forte e promettente, del Bologna F.C. e della Nazionale italiana di calcio Under 21. 

Il calcio è uno sport di squadra e, negli impegni quotidiani, anche la cooperativa Campi d’Arte dimostra di privilegiare lo sport di squadra: i valori del gruppo, del confronto, dell’aiuto reciproco sono fondamentali e spesso ci si dimentica di tutto ciò. Si preferisce invece privilegiare l’individualismo e la giocata del singolo. Quanto è importante per te la squadra e il lavorare insieme ai tuoi colleghi?

Sono cresciuto in una squadra e la squadra mi ha da sempre insegnato alcuni valori che per me sono diventati importantissimi e che porterò sempre con me. Avere qualcuno al proprio fianco, poter contare sempre su un compagno di squadra è fondamentale.

Voi calciatori rappresentate dei modelli per tantissimi ragazzi, che vedono in voi delle figure di riferimento. Il più delle volte purtroppo, attraverso il calcio vengono veicolati messaggi negativi, scorrettezze, arrivismo, guadagno facile, etc... Tu invece hai dimostrato di avere valori differenti e di essere un portatore di esempi positivi e anche educativi. La solidarietà, ad esempio, è un valore che fa fatica ad emergere nell’ambito del calcio moderno, eppure è molto collegata all’atteggiamento che si ha in campo: così come è importante aiutare un compagno di squadra che è in difficoltà durante una partita, nella vita è importante aiutare chi è ai margini e soffre per colpe non sue. Cosa ne pensi?

Prima di tutto devo spezzare una lancia a  favore dei miei colleghi: tanti calciatori come me hanno un occhio di riguardo nei confronti delle persone che hanno bisogno.Non sono l’unico che ha questo tipo di sensibilità e questi valori, pertanto mi fa assolutamente piacere essere in buona compagnia. La solidarietà è un valore importantissimo e, soprattutto chi come me fa il calciatore, non deve dimenticare mai che quella che gli è capitata è stata una grande fortuna: diventa quindi fondamentale non viverla tutta per sé, ma cercare il più possibile di condividerla con gli altri, specialmente con chi soffre e ha bisogno. La solidarietà quando viene praticata, poi diventa anche un buon esempio da seguire. 
C’è una frase a cui sono molto legato,  che diceva sempre mister Colucci quandi giocavo in Primavera: ”la parola conduce, il gesto trascina”. E’ una frase che io ho fatto mia. 

Purtroppo si vedono tante situazioni in cui sin da piccoli ci si aspetta dai calciatori successo immediato, vittorie, talento da far fruttare in denaro; ai bambini che amano il calcio, invece, sarebbe giusto insegnare i valori dello sport. Cosa diresti a un bimbo che oggi gioca a calcio o pratica un qualsiasi altro sport e che vorrebbe diventare un calciatore o uno sportivo professionista?

Questa è una domanda che mi fanno spesso durante le iniziative in cui si parla dei valori del calcio e dello sport in generale. L’unica cosa che mi sento di dire ai bimbi e ai ragazzi che giocano a calcio è questa: bisogna divertirsi sempre. Io ho scoperto, nella mia carriera da calciatore che quando sparisce il divertimento, cala anche la prestazione. Dico quindi a ciascun bimbo che gioca a calcio, ma lo ripeto in continuazione anche a me stesso: “vai in campo e divertiti!”. E’ una raccomandazione che vale per tutti, grandi e piccoli. 

Questo stesso messaggio si può mandare anche ai tifosi, che spesso vivono il sostegno alla propria squadra in modo fanatico e intollerante, facendo prevalere l’odio per le altre squadre e per gli altri tifosi...

Infatti il rispetto per i tifosi delle squadre avversarie è importantissimo. Sono anche loro dei “colleghi”. Può capitare un battibecco, ma la cosa deve chiudersi immediatamente e ci si deve subito stringere la mano. Così come io rispetto i miei colleghi delle squadre avversarie in campo, mi piacerebbe anche che i tifosi tra di loro si rispettassero come colleghi. In fondo tutti i tifosi, anche se sostengono squadre differenti, hanno in comune la stessa passione, la stessa sofferenza e la stessa gioia di vedere e vivere il calcio.